Biography

This page contains Bob’s Bio in English at the top of the page, and Italian at the bottom of the page.

Bob Red Elk

Gerald Robert (Bob) Red Elk

Native name: Little Warrior
Given name: Gerald Robert (Bob) Red Elk
Date of birth: December 3, 1946
Tribe: Dakota, Lakota, Nakoda (Assiniboine), Blackfeet
Maternal clan: Mother Earth
Paternal clan: Father Sky (Star People)

Do you have a specific memory that stands out in your mind when you were young?
“I remember living out in the country in a frame house where in the winter we traveled by horse and sled to the round dance hall where we did our social drumming and dancing. During those early years as an innocent child, isolation from the dominant society allowed for deep introspection into who I was before I started going to structured schools.”

How is your life different from your parents or grandparents?
“Like my parents and grandparents, I grew up adapting to rules of living from public school and Christian religion. During those early years I was distracted from practicing certain traditions and rituals but I was fortunate to have a father and mother who allowed me to return home at different times in my life to participate and learn ceremonial processes.”

What traditions from the past do you still continue to practice?
“Early in my life I did not realize that I was being imprinted by the behavior and example of my grandfather who in his own quiet way schooled me in what it means to be respectful. That is hard to retain when those around you are taught that competition and conquest are more important than the Christian golden rule. As a rule of thumb today, I strive to stay teachable amidst a world bent on self-reliance through corporate global expansion. The old ways teach us the benefit of cooperation and peaceful co-existence, but it is hard to practice them when you have to live in two worlds.”

What was your impression on having your photograph taken?
“Gary Auerbach and I met at a Pow Wow in 1999 on the San Carlos Indian Reservation where he asked me to pose for him with his Edward Curtis-style camera equipment. Even though the finished photographs speak for themselves, I have to commend the photographer for the sensitivity and devotion he has shown in seeing his subjects as real people. In our fast moving world, the traditions of Native Americans often go unnoticed and it is people like Gary Auerbach and others that take the time to show the rest of the world that American Indians continue to make a place for themselves in a changing world.”

What do you see for the future?
“Our forefathers still whisper to us through the spirits that when the “sacred hoop is mended” then and only then will man be able to overcome the prejudice that has been around for a long time. And again, I heard it once said that to ‘change the man is to change the world’ but it takes one, then two and then more to bring this to pass.”

Gerald Robert (Bob) Red Elk

Nome originale: Little Warrior, Piccolo Guerriero
Nome dato: Gerald Robert (Bob) Red Elk, Bob Cervo Rosso
Data di nascita: 3 Dicembre 1946
Tribù: Dakota, Lakota, Nakoda (Assiniboine), Blackfeet
Clan materno: Mother Earth, Madre Terra
Clan paterno: Father Sky (Star People), Padre Cielo (Popolo delle Stelle)

Hai un ricordo particolarmente importante di quando eri giovane?
“Mi ricordo di aver vissuto in campagna in una casa di legno. In inverno viaggiavamo a cavallo e andavamo con la slitta al raduno di danza dove facevamo le nostre danze e suonavamo il tamburo. Durante questi primi anni trascorsi nell’innocenza dell’infanzia, l’isolamento dalla società dominante mi ha permesso una profonda introspezione prima di iniziare ad andare nelle scuole pubbliche.”
In che cosa la tua vita è diversa da quella dei tuoi genitori e dei tuoi nonni?
“Come i miei genitori e i miei nonni, sono cresciuto adattandomi alle regole della scuola pubblica e della religione Cristiana. Durante quegli anni sono stato allontanato dalla pratica di alcune tradizioni e cerimonie del mio popolo, ma sono stato fortunato perché mia madre e mio padre mi hanno permesso di ritornare a casa a diversi momenti della mia vita e partecipare e imparare le procedure cerimoniali.”
Quali tradizioni del passato continui a praticare?
“ All’inizio quando ero giovane non avevo realizzato che il comportamento di mio nonno era entrato dentro di me. Lui m’insegnò con il suo modo tranquillo che cosa significa essere rispettoso. E’ difficile ricordarsi del rispetto quando tutto attorno a te ti dice che la competizione e la conquista sono valori più importanti della regola d’oro del Cristianesimo. Come regola generale oggi mi sforzo di continuare a imparare in mezzo ad un mondo corrotto e che ha perso la fiducia in se stesso in questa epoca di globalizzazione. La vecchia strada ci insegna il beneficio della cooperazione e della coestistenza pacifica, ma è difficile seguirla quando si è costretti a vivere in due mondi.”
Qual’è la tua sensazione nell’essere stato fotografato?
“Ho incontrato Gary Auerbach al Pow Wow nel 1999 nella San Carlos Indian Reservation dove mi ha chiesto di posare per lui con la sua macchina fotografica fatta come quella di Edward Curtis. Anche se le fotografie finali parlano da sé, vorrei complimentarmi con il fotografo per la sensibilità e la devozione che ha dimostrato nel considerare i suoi modelli come delle vere persone. Nel nostro mondo che muove così in fretta, le tradizioni dei Nativi Americani spesso passano inosservate e delle persone come Gary Auerbach prendono il tempo di mostrare al resto del mondo che gli Indiani d’America continuano a esistere in un mondo che cambia.”
Come credi che sarà il futuro?
“I nostri avi ci sussurrano ancora attraverso gli spiriti che quando “il sacro cerchio è riparato” allora e soltanto allora l’uomo potrà vincere il pregiudizio che è stato così a lungo tra di noi. Continuamente ne sento uno dire che “cambiare l’uomo è cambiare il mondo”, ma ce ne vuole uno, poi due e poi ancora di più per far sì che questo avvenga.”

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